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giovedì 17 gennaio 2008

Scienza e fede

Come acqua e fuoco, così scienza e religioni non potranno mai coesistere, perché fondate su due basi diametralmente opposte. La scienza si basa sulla ragione, che riconosce come vero solo ciò che si è dimostrato tale sperimentalmente, mentre le religioni si fondano sul dogmatismo, che ritiene verità assoluta e indiscutibile ciò che è privo di qualsiasi verifica sperimentale.

domenica 11 novembre 2007

Imbecilli: un maiale contro la moschea

La Lega, si sa, è composta di intellettuali caserecci, che parlano come mangiano. Si tratta di sempliciotti, che crollano alla domanda "1+1", ma che sanno benissimo quali sono le proprie radici,perchè la storia Loro la conoscono. Cominciarono con il secessionismo, ma mancava la questione dei negri come negli USA; fu una bufala, inventarono anche una certa Padania, che risorge come la fenice, convinti che la Padania sia davvero esistita.
Ultimamente utilizzano il proprio neurone celebrale per una battaglia a colpi di salsiccia e porchetta contro i musulmani (che se la giocano in tolleranza proprio con i leghisti).
Un maialino che passeggia per le città, ma avete mai visto una cosa simile? Certo, ultimamente qualcuno aveva lanciato questa moda stravagante, al pari di coniglietti od iguane in casa. Il prossimo che scoprirà che i musulmani non amano le puzzette andrà in giro profumando l'aria? Speriamo di no.
La Lega continua a muoversi su un populismo di basso rango, convinto che parlare di salsiccia e crauti sia intellettualmente più serio che dialogare su una piattaforma di valori universali (non certo del tipo: la mia è la cultura universale, tu sei una merda).
La Lega è convinta che lo scontro sia tra cattolici e musulmani, una nuova crociata (magari sarebbe meglio per loro una nuova Lepanto). Ed, invece, non è così. L'Italia agli italiani, non ai cattolici bigotti che vanno al family day il giorno prima e a prostitute il giorno dopo (salutiamo Mele dell'UDC ) o che divorziano e fanno figli con l'amante (salutiamo Fini di AN) o che divorziano innumerevoli volte e fanno ammiccamenti a tutte (salutiamo Berlusconi di FI) o che divorziano e che aspettano un figlio da un'adultera (salutiamo Casini dell'UDC) o che vanno a Messa e poi fanno stragi (salutiamo la Mafia)...

Io preferisco immaginare un maialetto sulla mia tavola, cotto al forno (meglio se a legna) con mirto. Ma se proprio devo immaginare un maialetto domestico, beh, vorrei continuare ad avere nella nuvoletta spiderpork del film dei Simpson.

domenica 28 ottobre 2007

Casini, divorziato, si risposa con Azzurra

Pier Ferdinando Casini, divorziato, si è sposato ieri a Siena con Azzurra Caltagirone. A "celebrare" il sindaco DS.

Chi è Pier Ferdinando? Semplice, il leader del partito politico "Unione dei democratici cristiani e di centro", meglio noto come UDC. Soffermiamoci sul termine "cristiani". O Casini è un eretico oppure deve seguire gli insegnamenti della Chiesa cattolica e questo in obbedienza. Tuttavia, essendo divorziato, risposandosi, accade questo:

Spetta al Magistero universale della Chiesa, in fedeltà alla Sacra Scrittura e alla Tradizione, insegnare ed interpretare autenticamente il «depositum fidei». [...] [la] Congregazione [per la dottrina della Fede] ritiene [...] doveroso richiamare la dottrina e la disciplina della Chiesa in materia. Fedele alla parola di Gesù Cristo, la Chiesa afferma di non poter riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il precedente matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Questa norma non ha affatto un carattere punitivo o comunque discriminatorio verso i divorziati risposati, ma esprime piuttosto una situazione oggettiva che rende di per sé impossibile l'accesso alla Comunione eucaristica: «Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale; se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio». (Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica circa la ricezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati)

Ora dico io: può un eretico farsi paladino della Chiesa? Come può il popolo di Dio seguire un eretico e ritenersi contemporaneamente fedele agli insegnamenti della Chiesa?

venerdì 26 ottobre 2007

Trento, preside (desideroso di apparire) ordina 70 crocifissi

Pensava di essere intelligente, di passare per furbo, ed invece ha fatto la figura dell'ignorante. Ebbene sì, un preside di Trento (dove la DC comanda senza veti) ha ritenuto saggio rispettare un regio decreto ordinando ben 70 croci, uno per classe. Perché ignorante? Semplice, perché continua ad appendere la foto del Presidente della Repubblica, mentre il Regio decreto espressamente chiede la foto del Re. Dunque, la foto dei Savoia! (Velo pietoso sulla foto del papa defunto, assolutamente fuori luogo in un luogo pubblico e laico).

Probabilmente (!) si tratterà di un dialogo tra sordi, ma provo ad esprimere la mia opinione.

Il cristianesimo non eredita nulla dalla gloriosa Roma imperiale, ma vive di quella schifezza delle invasioni barbariche, che hanno portato l'impero allo sfascio e alla miseria, ahimè. Il ruolo della Gerarchia è stato colmare un vuoto di potere, e questo grazie al potere economico raggiunto grazie alle donazioni dei defunti. In pratica, la Gerarchia aveva potere, perchè era anche ricca e perché prometteva a dei miserabili cose che mai avrebbero potuto avere da vivi.

Sul significato della Croce, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma nessuno può imporre a nessuno un significato. I cristiani possono decidere del suo valore per i cristiani, non per gli altri. Per gli atei, ad esempio, la croce è simbolo di oppressione (in primis, le persecuzioni contro i "pagani" e la Santa (!) Inquisizione) e censura, altro che progresso e benessere. D'altronde, Galilei e Bruno insegnano.

Il fatto, a mio avviso, è questo: un cristiano è tale solo se vede un simbolo per lui importante? Lo rende migliore questa visione? Senza la visione di una immagine, danna la sua anima e non resiste alle tentazioni del Diavolo? E' dunque un idolatra?

Uno Stato laico può privilegiare una confessione religiosa a discapito delle altre e continuare a definirsi laica (ovvero super partes)? Io penso di no.

Credo che i cristiani debbano dimostrare con le opere la loro (presunta) superiorità. Allora, diremo: quanto è grande il vostro amore. Ma, oggi, noi atei vediamo solo brama di potere e ricchezza, volontà di soppressione dell'altro e della sua libertà.

Nota: preciso che si tratta di un regolamento e non di una Legge. Chi ha almeno un minimo di confidenza con il Diritto capirà la differenza.

martedì 4 settembre 2007

Gli italiani si vantano di essere il più religioso dei popoli

ratzinger all'epoca dei romaniStavo ripassando un po' di storia romana, allorché mi sono imbattuto in un passo che riporto. Immaginate di adattare il testo ai giorni nostri e vedrete quanto è cambiato. Nulla. La religione dei romani è UGUALE a quella dei cristiani (ed in particolare dei cattolici).

"I Romani si vantavano di essere il più religioso dei popoli. Tuttavia la religione romana aveva ben poco a che vedere con la fede. Era piuttosto un insieme di atti di culto praticati dai membri della comunità. Non si richiedeva l'adesione spirituale dei singoli individui a un credo: era sufficiente la scrupolosa osservanza formale dei riti. Religione era l'atto di culto pubblico e collettivo, sia quello che i sacerdoti celebravano in nome dello Stato, sia quello che il capofamiglia celebrava in nome e al cospetto dei suoi familiari.
La meticolosità del culto rivela la concezione "contrattuale" della religione romana: la formulazione corretta delle preghiere e l'offerta dei sacrifici nelle forme prescritte erano condizioni necessarie e sufficienti per obbligare la divinità a contraccambiare i fedeli, esaudendone le richieste. Non si cercava di uniformare la propria condotta a dei comandanti o a delle norme morali, ma di ottenere, seguendo il corretto rituale, che gli dèi non si opponessero a una certa condotta."