martedì 2 ottobre 2007

Una via per Giorgio Almirante in ogni città

Sembrerà a molti una sciocchezza, ma pochissime città in Italia ricordano Giorgio Almirante, il più importante esponente della Destra italiana del secolo scorso (dopo Benito Mussolini, ovviamente). Sarebbe un gesto di giustizia e di lealtà riconoscere la grandezza di quest'uomo, l'uomo che immaginò il futuro, senza essere inchiodato dal passato.

Come possiamo affrontare il futuro senza avere delle besi solide? Ebbene, Giorgio Almirante ci ha condotto per mano verso il nostro futuro!

Invito tutti i miei lettori a diffondere l'iniziativa copiando il codice qui sotto nel proprio blog.


10 commenti:

el Kun ha detto...

Grande Giorgio Almirante.

Anonimo ha detto...

Buona notte,
bah piu che promuovere nuove toponomastiche, meglio seguire la via che ci indica Giorgio Almirante.
Boia chi molla!
Tino Gianbattista

CAGLI-TRICOLORE ha detto...

aggiunto banner nel mio blog

grazie

Utopia ha detto...

grazie mille!

diffondete!!! diffondete!!!

Anonimo ha detto...

Almirante, già nell'ottobre del 1938, rispondeva che "il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera".

Ancora nel maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale: "Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo".

Il bastardo che ha pronunciato queste parole DEVE essere gettato nella spazzatura della storia...
A Roma, medaglia d'oro della Resistenza MAI e poi MAI!!!!!!

Anonimo ha detto...

Il 16 ottobre del 1943 le truppe naziste fecero irruzione nel Ghetto di Roma, al Portico d'Ottavia, e rastrellarono più di mille ebrei romani, inviandoli poi ai campi di sterminio dell'Europa orientale. «La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del 16 ottobre 1943. Oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il quartiere ebraico. Contemporaneamente altri duecento militari si distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva diviso


la città alla ricerca di altre vittime. Quando il gigantesco rastrellamento si concluse erano stati catturati 1022 ebrei romani», ha scritto Fausto Coen in 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma (Giuntina). Un altro migliaio di ebrei furono catturati in altri quartieri della città e caricati sul convoglio per il lager nazista. 'Due giorni dopo - prosegue Coen - in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz. Solo 16 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 15 uomini e una donna. Tutti gli altri sono morti in gran parte appena arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini è sopravvissuto, la donna sopravvissuta Settimia Spizzichino, pesava 35 chili».

Almirante, che aveva scritto su "La difesa della razza" nel '38 e nel '42 tutte quelle becere parole a proposito del razzismo, può senza ombra di dubbio considerarsi responsabile morale di tutto ciò.

jannyska ha detto...

perchè non ci ricordiamo quello che a proposito di razza hanno scritto in quel periodo enzo biaggi(1942 )e giorgio bocca?...leggete...leggete

Anonimo ha detto...

in effetti... bocca esaltato da tutti i sinistroidi che però dimenticarono che fu uno dei firmatari del manifesto della razza... come anche si è fatto in fretta a dimenticare che dario fo ha passato il periodo della repubblica sociale in camicia nera... trasformatasi poi con perfetto tempismo in rossa... voltagabbana...

Giovanni Tonetti ha detto...

Un fascista (nel vero senso della parola) che ha difeso strenuamente idee razziste non può essere ricordato positivamente dalla storia. Trovo perciò inopportuno intitolare una via in ogni città con il suo nome.

Anonimo ha detto...

Prima di intitolarla a Giorgio Almirante, che non si capisce cosa abbia fatto di buono per l'Italia, io spero di poterla titolare al Mago Silvio molto presto.