lunedì 14 gennaio 2008

Settimana anticlericale alla Sapienza

Il rettore della Sapienza, Renato Guarini, ha deciso di invitare presso l'università un capo di Stato estero, Benedetto XVI, sovrano assoluto dello Stato del Vaticano, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico in quanto "uomo di grande cultura e messaggero di pace". Talmente messaggero di pace che il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, disse: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto".
Una persona del genere, a mio avviso, non avrebbe il diritto di passare l'esame delle scuole elementari, altro che un discorso all'università di Roma. Galilei fu condannato per le sue idee e non per aver commesso un reato contro alcuno. La libertà di espressione e di pensiero è la base della scienza e solo con la scienza si possono sconfiggere le superstizioni dei cristiani. Chi raggiunge la conoscenza sa benissimo che Dio è una maschera, che serve a persone senza scupoli per accumulare ricchezza e potere sfruttando persone ignoranti.
NOI NON VOGLIAMO CHE RATZINGER PARLI ALLA SAPIENZA PERCHE' E' INTOLLERANTE

Se anche tu non lo vuoi, invia una mail al rettore:
segreteriatecnicarettore@uniroma1.it

La condanna:
Diciamo, pronunziamo, sentenziamo e dichiaramo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S.o Off.o veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuor sincero e fede non finta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori e eresie, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa, nel modo e forma da noi ti sarà data. E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, e sii più cauto nell'avvenire e essempio all'altri che si astenghino da simili delitti. Ordiniamo che per publico editto sia proibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei. Ti condaniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze.

18 commenti:

cento ha detto...

Strano che nessun rompipalle ipocrita bigotto ti lasci commenti stupidi, considerando l argomento.

Utopia ha detto...

diamogli tempo!

dopobarba ha detto...

La frase su Galileo non è di Ratzingher, citava Paul Feyerabend, filosofo della scienza

Utopia ha detto...

Ratzinger citava il filosofo e condivideva (e condivide) il pensiero. Esattamente come accadde per i musulmani. Prima di dire le cose, una persona dovrebbe attaccare il cervello alla corrente, soprattutto se ritiene di essere infallibile!

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha letto il testo integrale del discorso? oppure si è acriticamente fidato della campagna costruitaci sopra. Ratzinger ha citato diversi intellettuali sull'argomento dibattuto e il suo pensiero non coincide con il filosofo della scienza anarchico Feyerabend, sperando che qualcuno almeno sappia chi sia...

Utopia ha detto...

ecco il testo:

Joseph RATZINGER
La crisi della fede nella scienza
tratto da Svolta per l'Europa? Chiesa e modernità nell'Europa dei rivolgimenti, Paoline, Roma 1992, p. 76-79.

"Nell'ultimo decennio, la resistenza della creazione a farsi manipolare dall'uomo si è manifestata come elemento di novità nella situazione culturale complessiva. La domanda circa i limiti della scienza e i criteri cui essa deve attenersi si è fatta inevitabile. Particolarmente significativo di tale cambiamento del clima intellettuale mi sembra il diverso modo con cui si giudica il caso Galileo.

Questo fatto, ancora poco considerato nel XVII secolo, venne -già nel secolo successivo- elevato a mito dell'illuminismo. Galileo appare come vittima di quell'oscurantismo medievale che permane nella Chiesa. Bene e male sono separati con un taglio netto. Da una parte troviamo l'Inquisizione: il potere che incarna la superstizione, l'avversario della libertà e della conoscenza. Dall'altra la scienza della natura, rappresentata da Galileo; ecco la forza del progresso e della liberazione dell'uomo dalle catene dell'ignoranza che lo mantengono impotente di fronte alla natura. La stella della Modernità brilla nella notte buia dell'oscuro Medioevo (1).

Secondo Bloch, il sistema eliocentrico -così come quello geocentrico- si fonda su presupposti indimostrabili. Tra questi, rivestirebbe un ruolo di primo piano l'affermazione dell'esistenza di uno spazio assoluto; opzione che tuttavia è stata poi cancellata dalla teoria della relatività. Egli scrive testualmente: «Dal momento che, con l'abolizione del presupposto di uno spazio vuoto e immobile, non si produce più alcun movimento verso di esso, ma soltanto un movimento relativo dei corpi tra loro, e poiché la misurazione di tale moto dipende dalla scelta del corpo assunto come punto di riferimento, così ?qualora la complessità dei calcoli risultanti non rendesse impraticabile l'ipotesi? adesso come allora si potrebbe supporre la terra fissa e il sole mobile» (2).

Curiosamente fu proprio Ernst Bloch, con il suo marxismo romantico, uno dei primi ad opporsi apertamente a tale mito, offrendo una nuova interpretazione dell'accaduto.

Il vantaggio del sistema eliocentrico rispetto a quello geocentrico non consiste perciò in una maggior corrispondenza alla verità oggettiva, ma soltanto nel fatto che ci offre una maggiore facilità di calcolo. Fin qui, Bloch espone solo una concezione moderna della scienza naturale. Sorprendente è invece la valutazione che egli ne trae:

«Una volta data per certa la relatività del movimento, un antico sistema di riferimento umano e cristiano non ha alcun diritto di interferire nei calcoli astronomici e nella loro semplificazione eliocentrica; tuttavia, esso ha il diritto di restar fedele al proprio metodo di preservare la terra in relazione alla dignità umana e di ordinare il mondo intorno a quanto accadrà e a quanto è accaduto nel mondo» (3).

Se qui entrambe le sfere di conoscenza vengono ancora chiaramente differenziate fra loro sotto il profilo metodologico, riconoscendone sia i limiti che i rispettivi diritti, molto più drastico appare invece un giudizio sintetico del filosofo agnostico-scettico P. Feyerabend. Egli scrive:

«La Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione» (4).

Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una «via direttissima» che conduce da Galileo alla bomba atomica.

Con mia grande sorpresa, in una recente intervista sul caso Galileo non mi è stata posta una domanda del tipo: «Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?», ma esattamente quella opposta, cioè: «Perché la Chiesa non ha preso una posizione più chiara contro i disastri che dovevano necessariamente accadere, una volta che Galileo aprì il vaso di Pandora?».

Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. [...] Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica".

(1) Cfr. W. Brandmüller, Galilei und die Kirche oder das Recht auf Irrtum, Regensburg 1982.
(2) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920; Cfr F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 110.
(3) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, Frankfurt/Main 1959, p. 920s.; F. Hartl, Der Begriff des Schopferischen. Deutungsversuche der Dialektik durch E. Bloch und F. v. Baader, Frankfurt/Main 1979, p. 111.
(4) P. Feyerabend, Wider den Methodenzwang, FrankfurtM/Main 1976, 1983, p. 206.

Anonimo ha detto...

Benissimo! in quale punto del testo Ratzinger afferma che la sua posizione è quella di Feyerabend?

Utopia ha detto...

in quale punto Ratzinger afferma che la sua posizione è CONTRARIA a quella di Feyerabend?
In quale momento della sua lunga vita ha affermato il contrario? Perchè non dice subito ESPRESSAMENTE che non condivide affatto quelle parole? Perché non chiede perdono al mondo dei peccati commessi dalla Chiesa (e non, come GPII, commessi dai cristiani!)? E' così difficile?
Basta dire: scusate,ma vi sbagliate. Io papa Ratzinger penso che Galilei sia stato una vittima innocente di un processo ingiusto fatto da una chiesa ed un papa ingiusto.

Andrea_Teocon ha detto...

siete alla frutta.

Anonimo ha detto...

Mi hanno fatto veramente schifo tutti quei politici che oggi non hanno avuto il coraggio di ammettere l'ineguatezza della scelta di un papa (specialmente questo nazista) come rappresentante per l'anniversario dell'università. Difendendo una persona che forse non sa neanche cosa sia la tolleranza.

Tommaso ha detto...

visto che la sai tanto lunga, quali sono le prove che Galileo aveva per sostenere come vera e certa una teoria che allora aveva dell'incredibile? sai come si chiamava il dialogo sopra i massimi sistemi prima che Bellarmino gli facesse gentilmente notare che non era un titolo adatto?

Utopia ha detto...

caro Tommaso, hai mai letto l'opera di Galilei? Se così fosse, non mi avresti fatto questa domanda! Piccolo aiutino: teoria del vento, matematica...

Il nome primo dell'opera non lo conosco. E' più importante dell'opera intera?

Ad ogni modo, se tu non sei d'accordo con l'idea di qualcuno, che diritto hai di metterlo in carcere o, peggio, di metterlo al rogo? Due millenni di intolleranza alle spalle ed avete anche il coraggio di parlare di democrazia, di tolleranza e di libertà. Ma fatemi il piacere!

Tommaso ha detto...

@utopia:
sì, il primo titolo è importante: "de flussu ac reflussu maris", ovvero "sul fluire e rifluire delle mare", considerato da Galileo come prova del moto della Terra. non solo noi sappiamo che non è così, ma lo si sapeva anche allora. il suggerimento del titolo venne dato proprio perchè "dialogo sopra i massimi sistemi" suona più prudente.
La vicenda di Galileo è senz'altro dolorosa, e tra le altre cose mostra anche la testardaggine di un pisano che, pur essendo stato convincentemente confutato dal papa di allora, che era uno scienziato dilettante, sulla teoria delle maree, decise nel "dialogo" di mettere in bocca a Simplicio (ovvero allo stupido del dialogo!) l'argomento del papa stesso. Nella situazione POLITICA di allora (parlo in termini più che pragmatici!) con questo affronto Galilei si bruciò il suo unico sponsor (perchè il papa lo sosteneva con convinzione!) in un mondo di squali invidiosi.
Per noi è incomprensibile che si possa essere condannati (anche se non al rogo! la storia di Giordano Bruno, ladro e fedifrago, è un'altra e qui non centra) dalla Chiesa per aver sostenuto una teoria scientifica. Bisogna ricordare che il processo però non fu dogmatico ma disciplinare: sostanzialmente egli sbagliò perchè volle confutare la Scrittura senza avere prove concrete. Infatti l'aberrazione cromatica, che dimostra il moto della terra, venne osservata solo nel XIX secolo.
La teoria del vento è una prova negativa. Galileo capì, genialmente, che non poteva essere argomento per dimostrare che la terra è ferma. ma altrettanto non è argomento per dimostrare che si muove.

per il resto, non mi sei antipatico. solo ogni tanto modera i toni, perchè è difficile immaginare la storia degli ultimi due millenni senza la Chiesa, ma sicuramente il concetto di tolleranza sarebbe ignoto.
tommaso

Tommaso ha detto...

cmq, non per menarmela ma per chiarire il contesto, ho un dottorato in fisica, quindi so quello che dico...

Utopia ha detto...

@Tommaso: Giordano Bruno un ladro?
Galilei fu condannato per aver espresso un'opinione contro la Chiesa, unica detentrice dell'esegesi corretta della Bibbia. Se dici che la Bibbia sbaglia, dici che la Chiesa sbaglia. E ciò è intollerabile. Che la Bibbia dica una cosa o un'altra non gliene importa ad alcuno, figurati, conta solo non andare contro la Chiesa esplicitamente. Per l'adagio: "fai quello che vuoi, ma non dirlo".

La storia senza la Chiesa sarebbe stata diversa. Migliore o peggiore? Chi può dirlo? Io direi semplicemente diversa.
Tuttavia, il concetto di tolleranza è nato in opposizione alla Chiesa. Ricorda, se detieni la Verità e sei infallibile, sono gli altri ad essere in errore. Sempre.

Complimenti per il tuo dottorato in fisica. L'Italia ha molto bisogno che la scienza cresca. Peccato solo che siate troppo pochi e mal pagati!
Per la cronaca, io insegno storia e filosofia nei licei.

jherzog ha detto...

grazie per i complimenti. insegni da molto? l'affermazione per cui Galileo fu condannato "per aver espresso un'opinione" è una grave inesattezza. se insegni storia dovresti saperlo bene. ti suggerisco la lettura di un testo di Vittorio Messori, ricco di riferimenti bibliografici.
http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php? name=News&file=article&sid=6462

potresti scoprire delle cose che non sapevi.

sul concetto di tolleranza si potrebbe discutere a lungo. vorrei solo dire che è un concetto debole. per esempio, tu "tolleri" la pedofilia di cui alcuni sacerdoti della Chiesa Cattolica si sono macchiati? e se la risposta è no, tolleri che un tale profeta di una delle religioni più diffuse al mondo, all'età di 61 anni avesse una moglie che ne aveva 9, e che questa pratica sia a tutt'oggi estremamente diffusa nei paesi dove questa tollerantissima religione è di maggioranza? e se non tolleri neanche questo, stai attento, perchè qualcuno potrebbe dirti che sei intollerante verso la cultura e la religione altrui. già, perchè se i preti fanno qualcosa di vituperabile e vituperato dalla loro Chiesa (ti prego, risparmiami il pippone che la Chiesa li avrebbe coperti con il famigerato documento del '62, che con la pedofilia c'entra come i cavoli a merenda), non mi sembra che questa chiarezza di giudizio ci sia anche altrove.

Tommaso

p.s.: non ho nominato la religione suddetta per evitarti fastidi con simpatici personaggi che comunicano il loro punto di vista trascinando all'inferno insieme a loro quelli che hanno intorno.

Utopia ha detto...

@Tommaso: il testo lo leggerò con calma, perché ora non ho tempo, ma mi prometto di commentarlo.

Il bello di studiare è scoprire cose nuove. Sarebbe ridicolo affermare di sapere tutto.

Perché pensi che usi due pesi e due misure? Non mi pare di averlo fatto finora, ma posso sempre correggermi.

Sempre un piacere dialogare con te!

jherzog ha detto...

@utopia: mi dispiace aver dato l'idea di pensare che usi due pesi e due misure. non era mia intenzione. avevo solo lo scopo di dimostrare come il concetto di tolleranza sia debole. si potrebbe discutere a lungo di come quotidianamente parlando di tolleranza sono permesse ingiustizie.

il discorso che il Papa avrebbe pronunciato ieri è disponibile sulla rete. ti consiglio di leggere anche quello. trattando dell'istituzione della facolta di diritto dice cose indirettamente interessanti per questo discorso.