mercoledì 12 settembre 2007

Cristo è amore: la tortura del topo

Ecco un sistema di amore che la Santa Chiesa Cattolica di Roma ha utilizzato per diffondere il Verbo di Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio.

"Si prenda il condannato denudato, lo si faccia inginocchiare con la schiena piegata a terra e lo si tenga fermo con catene fissate a collari di ferro che gli stringono la nuca, i polsi, i garretti e le caviglie. Si metta in un grosso vaso, con un foro sul fondo, un topo che sarà bene aver tenuto a digiuno due giorni. Poi si applichi saldamente il vaso, che contiene il topo, come un' enorme ventosa sulle natiche del condannato. Dunque, si introduca nel foro del vaso un ferro arroventato nella fucina. Il topo vuole evitare il calore dell' asta e la sua luce accecante. Si agita, fa capriole, salta e balza, rotola sulle pareti del vaso, striscia e galoppa sulle natiche dell' uomo, che prima solletica, poi strappa con le zampe e morde con i denti aguzzi, cercando una via d' uscita tra le carni dilaniate e sanguinolente. Il condannato urla e si dimena, ma questi movimenti non fanno che aumentare il furore del topo. Infine, il ratto riesce a trovare un pertugio naturale. Il topo penetra, da dove ci si può immaginare, nel corpo dell' uomo, scavando con le zampe e con i denti la tana, scavandola freneticamente come nella terra."

E ricorda: Dio ti ama!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

la fonte?

Utopia ha detto...

sai che non la trovo più? l'ho preso dal web e non lo trovo più!

Tommaso ha detto...

forse era sul sito dell'uaar, ma era una cagata così grossa che l'hanno tolta persino loro...
oppure, più verosimilmente, è qualcosa che si faceva (e magari ancora si fa) in posticini tipo Cambogia, Vietnam del nord, corea del nord...

Utopia ha detto...

guarda che hanno fatto anche di peggio